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IL FESTIVAL

Il tradurre ha segnato da tempi lontanissimi il cammino dell’umanità: e molti dei nostri atti più frequenti e quotidiani nascono come atti di traduzione.
BookMarchs è il festival dei libri presentati dai loro traduttori, per conoscere tutto quel che c’è dietro un libro. Organizzato dall’Associazione Culturale Spaesamenti in collaborazione con l’Ecomuseo della Valle dell’Aso, si tiene in dodici paesi tra la provincia di Fermo e Ascoli Piceno dal 4 al 9 settembre 2019, con un “aspettando il festival” nel weekend precedente (30 agosto/1 settembre). Vuole creare occasioni per spingersi “oltre il confine” delle parole, per costruire una riflessione in pubblico sull’accoglienza dell’altro, che da un angolo d’Italia si irradi verso orizzonti ancora non conosciuti.

Nel suo nome si intrecciano l’attenzione a libri che lasciano un segno (con un ammicco all’inglese bookmark, “segnalibro”) e quella al territorio marchigiano e alle sue bellezze. Il festival, già dal nome, mostra il suo interesse per il mondo della letteratura e della traduzione, ma anche per il patrimonio artistico e culturale di queste terre, le Marche del sud, custodi di una bellezza schiva e delicata. Attraverso incontri e presentazioni, e uno spazio dedicato ai tesori dell’arte racchiusi nei paesi che ospiteranno i traduttori, vorrebbe mettere a frutto la vocazione all’accoglienza e all’ospitalità dei suoi abitanti, facendo diventare questo territorio un crocevia per gente interessata a natura e paesaggio ma anche ad arte e cultura, e portando un utile contributo di visibilità e di effervescenza culturale a questi luoghi, ancora più necessario nel dopo-terremoto.

Il traduttore di un libro è la sua voce nella lingua d’arrivo, obbedisce a una disciplina di ascolto e servizio ma anche a una sintonia creativa con la scrittura dell’autore tradotto. È conoscitore di culture diverse, esperto di passaggi e transiti, mediatore del dialogo, maestro di accoglienza dello straniero. In BookMarchs “l’altra voce”, quella del traduttore, avrà la possibilità di parlare, facendo risuonare in dialogo con la sua tutte “le voci dell’altro”.

La seconda edizione sarà dedicata alla memoria e al lavoro di Rosa Calzecchi Onesti (1916-2011), grande traduttrice di Omero, le cui radici familiari sono a Monterubbiano.

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